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lunedì, novembre 26th, 2012 | Author:

Da arredo: Ctenanthe.
Il nome, quasi impronunciabile, di questa diffusissima pianta deriva dall’abbinamento di due parole greche: ktenos (pettine) e anthos (fiore), che suggerisce due possibili interpretazioni: da un lato sembra alludere al «pettine» di brattee che circondano la rara infiorescenza della Ctenanthe, dall’altro potrebbe riferirsi ai disegno delle variegature sulle foglie. Ma i dubbi sul nome di questa splendida chioma verde non sono finiti. Molti, infatti, e a volte sono gli stessi esperti, hanno l’abitudine di chiamarla Maranta: una sorte che, per ragioni di similitudine, tocca spesso anche alla Ca-lathea, ma è bene specificare che la Maranta, la Calathea e la nostra Ctenanthe sono tre piante diverse, sia dal punto di vista botanico sia da quello ornamentale delle dimensioni e dei colori.
Simili sono invece le origini che riportano alle foreste tropicali dell’America meridionale, dove questo gioiello dall’accrescimento a fontana si sviluppa in circa venti specie diverse, che si riducono, purtroppo, a non più di cinque, nelle nostre serre. Il consiglio comunque è di scegliere tra le varietà più robuste come la oppenheimiana e la setosa (nella foto); quest’ultima aggiunge un tocco «vellutato» al già elegante contributo decorativo.

• A quale ambiente si adatta: è ideale come pianta base in un gruppo verde di alta statura, o anche isolata su una scrivania. Meglio se in saloni dall’arredamento classico o comunque non dai colori chiari. Non metterla mai in cucina o nella zona notte.
• È una pianta annuale dall’incredibile fioritura e dal portamento compatto e ricco. Oggi è disponibile in sette colorì diversi (blu, lilla, viola, viola scuro, rosso, rosa e bianco) che permettono, tra l’altro, allegre composizioni «arcobaleno».
Le infiorescenze si radunano in boccioli di ben otto elementi l’uno ed emergono da una fitta chioma di foglie dalla romantica forma a cuore, leggermente seghettata sul bordo.
È impensabile poter coltivarla per più di un anno e, per evitare inutili sforzi, si consiglia di eliminarla al termine della fioritura quando le foglie iniziano a ingiallire. Il suo prezzo comunque è molto contenuto e il suo potere decorativo (quasi nove mesi di fioritura) è nettamente superiore a quello di un mazzo di fiori. E un regalo vivace in questa stagione, ancora poco colorata.

Si consiglia.
La fioritura è più intensa se viene collocata in un luogo molto luminoso e se viene bagnata ogni due giorni (mai la terra secca!). Non sopporta temperature inferiori ai I5°C e le correnti d’aria possono causare l’attacco dei parassiti. Ogni due mesi somministrare fertilizzante liquido. Nell’acquistarla controllare che la terra sia ben bagnata: la terra secca, con gli scossoni del trasporto, impn-giona le radici e le rompe.