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mercoledì, luglio 06th, 2011 | Author:

ALTRE LETTURE.
Tra i testi di base per la conoscenza della cultura artigianale della ceramica il libro di G. Liverani, La maiolica italiana sino alla comparsa della porcellana europea, Venezia s.d.; il grande classico di G. Ballardini, La maiolica italiana dalle origini alla fine del Cinquecento, Firenze 1938; e, a cura di G.C. Boiani, Ceramiche fra Marche e Umbria dal Medioevo al Rinascimento, Faenza 1992. Il Museo archeologico e della ceramica di Montelupo Fiorentino ha sede nel Palazzo del Podestà, via B. Sinibaldi 45.

martedì, luglio 05th, 2011 | Author:

Sulla tavola di Leonardo.
Ne I  cuore di un triangolatilo d’oro ai cui vertici sono Firenze, San Gimigna-no e Vinci, Montelupo è, in realtà, una città poco conosciuta dalle maree di turisti – per caso e non – che ininterrottamente calpestano il suolo di Toscana. Ma chi osa lasciare gli itinerari di tutti per avventurarsi, anche solo il tempo di un fine settimana, su vie di solito battute da pochi conoscitori, fa la conoscenza con un’arte tra le più antiche e originali della regione: a Montelupo infatti si produce ceramica fin dal Trecento. Oggi il punto privilegiato per fare la conoscenza con questa tradizione è il Museo archeologico e della ceramica. Tutto inizia venticinque anni fa, quando, durante i lavori di pavimentazione di una strada, viene alla luce il Pozzo dei Lavatoi: in esso circa trecento reperti ceramici. Ma il museo nato sull’onda della scoperta di pezzi ormai ne conta almeno 3.000: a questi pezzi e a tutte le altre ceramiche del luogo il direttore del museo, l’archeologo Fausto Berti, ha dedicato una storia articolata in ben quattro volumi, di cui questo, dedicato alla ceramica per la tavola, è il primo. Indagando con gli strumenti dell’archeologia sui componenti degli impasti e sui colori, è stato possibile individuare le «impronte digitali» delle ceramiche di Montelupo, sparse nelle collezioni più importanti in Italia e all’estero; inoltre vengono pubblicati i documenti relativi a 800 ceramisti dal 1371 al 1799. Poi ci sono i marchi di bottega, i disegni delle forme e una completa documentazione fotografica: uno strumento fondamentale per conoscere e apprezzare, da collezionisti o da appassionati, una tradizione tra le maggiori della ceramica italiana.
A caccia di maioliche.
«In Toscana, per esempio, la lunga tradizione del Grand Tour, del quale in special modo la città di Firenze costituiva mèta obbligata, aveva ormai da secoli posto in contatto i gentiluomini forestieri che vi venivano a soggiornare con folte schiere di antiquari, ai quali non risultava difficile, proprio perché così poco considerati sotto il profilo del valore intrinseco, procurare ai facoltosi clienti pregevoli esemplari delle tanto ricercate maioliche rinascimentali»

mercoledì, aprile 27th, 2011 | Author:

Alle origini dell’Ungheria.
Bologna. Popolo nomade di guerrieri e cavalieri, originari delle steppe siberiane, gli Ungari invasero nel IX secolo il bacino dei Carpazi e qui si stabilirono: la conquista della nuova patria venne sancita nell’anno Mille con l’incoronazione del primo re magiaro, Stefano I, da parte di papa Silvestro II. La loro storia viene raccontata dalla mostra Gli antichi Ungari. Nascita di una nazione, al Museo archeologico fino al 26 aprile, che con 800 reperti ne descrive la vita quotidiana, presentando anche la ricostruzione di un villaggio, di una casa, di una bottega e di una tipica tenda. Cat. Skira.

martedì, aprile 26th, 2011 | Author:

Kemet.
Ravenna Kemet in egiziano è la Terra nera: qui, in pochi decenni, si è consumato il «mistero dell’Egitto», ossia lo straordinario passaggio dal Neolitico alla storia documentata. E così si intitola una mostra nel Museo nazionale dedicata all’Antico Egitto dalla preistoria alle piramidi, per spiegare l’improvviso esplodere di una civiltà che nasce già matura, intorno al 3000 a.C: quando le espressioni artistiche cambiano radicalmente, le concezioni dello Stato e della religione si manifestano in modo nuovo diventando modelli durevoli di riferimento. Il «viaggio» continua fino all’epoca successiva, caratterizzata da costruzioni classiche e grandiose, come le piramidi. Fino al 28 giugno, catalogo Electa.

lunedì, aprile 25th, 2011 | Author:

Spettacolare Picasso.
Venezia. Dopo un soggiorno di tre mesi a Roma nel 1917, per lavorare alle scenografìe dei Ballets Russes, si apre per Picasso il periodo forse più felice della sua produzione, legata al teatro, alla musica, alla danza. Influssi dell’arte classica e una luce mediterranea si sovrappongono all’esperienza cubista nei vari Arlecchini, acrobati e funamboli che sono il tema preferito del momento. Il percorso della mostra Picasso 1917-1924, aperta in Palazzo Grassi fino al 28 giugno, si snoda con 300 opere dal grande sipa rio di scena per il balletto Parade fino a quello per Mercure, l’ultimo importante spettacolo cui Picasso ha partecipato, nel 1924. Catalogo Bompiani.

domenica, aprile 24th, 2011 | Author:

Il pittore delle campagne.
Ferrara. Umile e colossale secondo Cézanne, «pittore dei cieli e delle campagne» per Zola, Camille Pissarro (1830-1903) è uno dei padri dell’Impressionismo, che interpreta con composizioni serene e sicure e con luci delicate. Non solo i paesaggi per cui è soprattutto noto, ma anche ritratti, nature morte e scorci urbani compaiono nell’antologica, la prima di tale importanza in Italia, allestita a Palazzo dei Diamanti fino al 10 maggio. Cat. Ferrara Arte.