martedì, luglio 05th, 2011 | Author:

Sulla tavola di Leonardo.
Ne I  cuore di un triangolatilo d’oro ai cui vertici sono Firenze, San Gimigna-no e Vinci, Montelupo è, in realtà, una città poco conosciuta dalle maree di turisti – per caso e non – che ininterrottamente calpestano il suolo di Toscana. Ma chi osa lasciare gli itinerari di tutti per avventurarsi, anche solo il tempo di un fine settimana, su vie di solito battute da pochi conoscitori, fa la conoscenza con un’arte tra le più antiche e originali della regione: a Montelupo infatti si produce ceramica fin dal Trecento. Oggi il punto privilegiato per fare la conoscenza con questa tradizione è il Museo archeologico e della ceramica. Tutto inizia venticinque anni fa, quando, durante i lavori di pavimentazione di una strada, viene alla luce il Pozzo dei Lavatoi: in esso circa trecento reperti ceramici. Ma il museo nato sull’onda della scoperta di pezzi ormai ne conta almeno 3.000: a questi pezzi e a tutte le altre ceramiche del luogo il direttore del museo, l’archeologo Fausto Berti, ha dedicato una storia articolata in ben quattro volumi, di cui questo, dedicato alla ceramica per la tavola, è il primo. Indagando con gli strumenti dell’archeologia sui componenti degli impasti e sui colori, è stato possibile individuare le «impronte digitali» delle ceramiche di Montelupo, sparse nelle collezioni più importanti in Italia e all’estero; inoltre vengono pubblicati i documenti relativi a 800 ceramisti dal 1371 al 1799. Poi ci sono i marchi di bottega, i disegni delle forme e una completa documentazione fotografica: uno strumento fondamentale per conoscere e apprezzare, da collezionisti o da appassionati, una tradizione tra le maggiori della ceramica italiana.
A caccia di maioliche.
«In Toscana, per esempio, la lunga tradizione del Grand Tour, del quale in special modo la città di Firenze costituiva mèta obbligata, aveva ormai da secoli posto in contatto i gentiluomini forestieri che vi venivano a soggiornare con folte schiere di antiquari, ai quali non risultava difficile, proprio perché così poco considerati sotto il profilo del valore intrinseco, procurare ai facoltosi clienti pregevoli esemplari delle tanto ricercate maioliche rinascimentali»

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Lascia un commento » Log in